

La soap "Una Crisalide": la più grande CRISALIDATA
In esclusiva la "finta prova" in cui parlò del suo "dolore più grande"
Il suo blog non c'è più, lo ha cancellato ma "così fissu mamma nun mi ci ha fattu" , ecco per tutti la famosa terza prova di "Le Stelle" quella in cui venne dichiarata migliore e apprezzata dalla Giuria.
La prova era "il dolore più grande". Tutti i concorrenti si sono messi in gioco parlando con sincerità e cuore aperto e lei ha dichiarato "qualcosa che non ha mai avuto".
Ha preso per i fondelli tutti i lettori del reality blog che dispiaciutissimi mi scrivevano mail quasi come se la conoscessero, del tipo "Dalle un bacio da parte mia". "Ringraziala per quello che ha detto"...etc...
PER CHI L'AVESSE LETTA, PER CHI L'AVESSE LETTA E DIMENTICATA E PER CHI NON L'AVESSE LETTA. QUELLO CHE RESTA DI UNA CRISALIDE RIGUARDO LA SUA PARTECIPAZIONE A "LE STELLE"
"Molla, non ce la puoi fare sei solo una ragazzina" ecco la frase che per quasi due anni ho ripetuto a me stessa... e invece anche se sono una ragazzina sono riuscita ad andare avanti sempre e a vincere tutto nella mia vita anche le cose che sembravano impossibili.
Ricordo alla perfezione quel momento, quella voce, quello sguardo che mi fecero sprofondare nel buio più assoluto...credo che sia stata la prova più difficile di tutta la mia vita...
Quando hai tutto nella vita e non ti manca niente, un bel lavoro, successo, sicurezza economica, un tetto, un figlio che ti ama e che ami, un pezzo di cuore dall'altra parte del mondo che ti pensa in continuazione e una famiglia che se pur sparsa per l'Italia ti vuole bene e non si dimentica di te...credi che niente possa fermarti, niente possa fermare questa tua corsa verso la felicità...eppure la vita dà e la vita toglie, momenti di felicità assoluta e momenti di sconforto totale...
Lo sconforto che ti prende quando a soli 23 anni scopri di essere affetta da quel male incurabile, quello che tutti evitano anche di pronunciare,quello che ti fa accapponare la pelle al solo pensiero... Sapere di stare così male e di averlo scoperto così tardi, avere la convinzione all'inzio attraverso parole di conforto che forse ce la farai se segui tutte le terapie adatte...e la voglia di mollare ogni volta che durante la notte non riesci a dormire e il pianto si impadronisce di te e svanisce nel momento in cui guardo mio figlio dormire e penso che senza di me non potrà farcela...e allora quella voglia di vincere, di sconfiggere il male si fa sempre più forte, anche quando sei da sola e nessuno sa cosa stai passando...perchè non vuoi raccontarlo, perchè non vuoi che gli altri carichino il loro cuore con il tuo dolore, ma in una fredda sera al telefono quando sembra che il mondo si sia spento lo racconti alla persona che più di tutte riesce a capirti, a consolarti anche solo con una parola, anche se avrei voluto che fosse con me solo per stringermi la mano o asciugarmi le lacrime...
Il cammino è lungo, doloroso...il lavoro che non si può saltare, il figlio che va seguito e che non capisce perchè piangi in continuazione e crede di essere lui il problema e ti abbraccia e ti dice "Mamma non lo faccio più, promesso, smetti di piangere" e il cuore che ti si stringe nel pensare che non sai per certo se ci sarai ancora o no...
La terapia, la chemio che ti distrugge, che ti fa diventare brutta, io che mi son se
mpre vista bellissima, vedo la mia pelle cambiare colore, le mie occhiaie prendere il sopravvento, la luce dei miei occhi spegnersi e i miei capelli cadere...stai lottando
per vivere, ma ogni giorno è un po' come morire...sensazione atroce, toccarsi la testa e non sentire più tutti quei capelli, per una donna è una cosa terribile,difficile da accettare,
eppure bisogna andare avanti, con la consapevolezza che se , come dice mio figlio, somigli al soldato Jane, prima
o poi ricresceranno più belli di prima...e la speranza ti riempie il cuore, credi che sia la volta buona ultimo ciclo di chemio, l'ultimo gradino per stare meglio...e invece no...il male da una piccola parte ha invaso anche il resto e va asportato...lista d'attesa, ospedali e cliniche private, viaggi a Genova, Bologna, Roma, New York e trovare la speranza, ritrovarla, anche se il tempo è contro di te, anche se ti senti dire
"Forse, non sono sicuro ma tentiamo il tutto per tutto", quando nemmeno i medici credono in te, ma senti che non puoi, che non devi mollare,
anche se sei sola, anche se i tuoi fratelli non sono con te, anche se tua madre e tuo padre non sono in vita ma sai che sono nel tuo cuore, anche se l'unica persona che sa
che stai male, forse non potrà venire...e invece è qua, molla il lavoro e viene da me e mi sta vicino, proprio quando ricevo la tanto attesa telefonata che ad ogni squillo mi faceva sobbalzare, e sento dirmi che farò il trapianto, dopo 1 anno e 8 mesi di agonia tornerò a vivere...e sono tornata a vivere, sono qua con mio figlio, ancora un pò debilitata, ma più determinata di prima...
E oggi ho capito che la vita ti regala sempre qualcosa,e ti regala anche l'opportunità di tenerlo stretto e di difenderlo...la vita mi ha regalato mio figlio e mi ha dato l'occasione per dimostrare a me stessa che posso farcela, sempre...che lo faccio per me, ma soprattutto per lui, la mia piccola fotocopia, che mi ha rubato gli occhi e il sorriso, e che non smette ogni giorno di volermi bene e ogni giorno me lo dimostra...e quindi il mio grazie va a lui, che con le sue paroline sbagliate, con i suoi occhietti stretti, con quella finestrella tra i denti, con il suo modo così speciale di abbracciarmi la notte e di dormire su di me, mi fa sentire viva e orgogliosa di essere mamma e di aver superato questo momento così buio.
Lui, che mi vede così..."











Nomino Pandi Zen perchè, nonostante tra noi ci sia una bella sintonia, è uno di quelli con cui ho meno rapporto. Inoltre penso che anche nel caso fosse nominato [quasi impossibile] sarebbe in alto e non rischierebbe l'uscita [è italiano questa frase?]. Non mi sento più di nominare persone con cui ho rapporti stretti quindi vado ad esclusione.